Siamo lieti di annunciare che il nostro spettacolo Giorgio è stato selezionato per Inventaria 2018 – La festa del teatro off. Dopo i riconoscimenti ricevuti all’ultimo Roma Fringe Festival, il 17 Maggio presso il Teatro Studio Uno concorreremo all’interno della sezione “monologhi” del festival. 25 compagnie, 20 serate, 7 prime nazionali, 7 prime romane, 5 sezioni, 4 teatri e 3 quartieri: questi i numeri di Inventaria, che mette in palio, oltre alle menzioni, numerose date in giro per l’Italia. Per noi sarà un’occasione importante per presentare una versione aggiornata di Giorgio e ambire a continuare il nostro viaggio fuori dai confini romani dopo l’ottima risposta del pubblico di Perugia e Monterotondo.

Per informazioni sul festival:
http://www.dovecomequando.net/inventaria2018.htm

GIORGIO

 

«Volava, giocava al solitario e fumava. Io ballavo, chattavo e scaricavo di tutto». Terni, fine del millennio. Giuseppe ci racconta il suo rapporto col padre. In bilico fra epopea e ricerca d’archivio, riesamina un’infanzia fatta di sale giochi e battute di caccia, cartoni animati e film di Schwarzenegger. Poi l’adolescenza e il declino della Terni post-industriale che puntava tutto sul cinema e il volo. E infine la crisi, reale e simbolica, personale e collettiva, di una generazione divenuta adulta negli anni duemila. Giorgio è uno spettacolo fatto di teatro di parola, performance e installazione che trasforma la scena in spazio condiviso e conflittuale dove poter rinegoziare il passato e il futuro.

Lo spettacolo racconta il rapporto dell’autore con suo padre fra il 1984 e il 2008. A partire da un testo drammaturgico inedito, Giorgio si serve di un linguaggio ibrido fatto di teatro di parola, performance e installazione per raccontare l’iniziazione alla vita adulta e l’ingresso della società italiana nel nuovo millennio. Questa narrazione “epica” si sviluppa attraverso diversi quadri tematici, ognuno dei quali mette in scena conflitti personali e collettivi: l’iniziazione al cinema e ai video game della generazione anni ottanta; i mutamenti avvenuti a Terni, città natale dell’autore; la passione paterna per la motocicletta, il volo e la montagna; fino allo scontro con la malattia e la morte del genitore. Lo spettacolo indaga con tono brillante il ruolo della funzione paterna, ricostruendo avvenimenti passati, esponendo l’archivio famigliare e mettendone in scena narrazioni alternative e di autofiction.

Anno di produzione: 2016/2018
Durata: 55’
Tipologia:  teatro, performance, video arte
Di e con: Nexus
Aiuto regia: Laura Garofoli
Assistente alla regia: Caludia Salvatore
Scenografie: Andrea Simonetti
Ufficio Stampa: Vania Lai
Foto di scena: Manuela Giusto

 

RASSEGNA STAMPA

 

Il teatro contemporaneo, dopo il periodo di grande rottura e sviluppo culturale degli anni ’70, per molti aspetti sta ora vivendo un momento di stallo. Uno stallo particolare, che dona comunque spazio e finanziamenti a chi il teatro lo fa proprio da quel periodo, mentre offre poca visibilità, scarsi spazi e poche risorse economiche a quella categoria tanto esaltata in passato: i giovani artisti e sperimentatori teatrali che, a differenza dei loro padri artistici, all’epoca dei loro esordi spesso autodidatti, già vantano curricula spesso assai densi di formazione e collaborazioni. E’ un po’ quanto succede anche ai fondatori della Compagnia Garofoli/Nexus nata nel 2012: giovani, dalla formazione invidiabile, creativi e sperimentatori. [continua…]

Manuela Rossetti, Krapp’s Last Post

 

Giorgio propone un rapporto conflittuale sia con la memoria personale dell’autore sia con quella collettiva, operando un sabotaggio materiale e narrativo dell’immaginario popolare anni ottanta e novanta. Anziché rimpiangere i bei vecchi tempi, lo spettacolo opera una reverse engineering della figura paterna così come dei simboli dell’infanzia perduta (giocattoli, videogiochi, film, fotografie, racconti ecc.), evidenziandone le funzioni simboliche, le tossine ideologiche e le eredità in età adulta. Elaborando un lutto personale e collettivo, Giorgio propone uno spazio taumaturgico e memoriale che si fa scena, laboratorio, archivio e palestra cognitiva per affrontare il futuro.