RAUTALAMPI

 

Lo spettacolo racconta la storia di Licia, una bambina rom che vive nel campo nomadi di Rautalampi, nel suo percorso di crescita e autodeterminazione. In scena, i tre interpreti si confrontano sul tema dello spettacolo, costruendo il personaggio di Licia tramite l’esposizione e l’uso di materiale d’archivio ricavato dall’incontro con bambine e ragazze rom e presentando le proprie vicende autobiografiche: Giuseppe, regista e arteducatore; Laura, attrice professionista e boxeur amatoriale; e Pio, ventenne rom residente nel campo nomadi di Salone. Il pubblico partecipa così alla costruzione della storia di Licia, nel suo rapporto con la famiglia, la scuola e la città, attraverso un linguaggio post-drammatico che combina narrazione, performance e video installazione. 

Lo spettacolo indaga il tema dell’infanzia ai margini attingendo alle storie di bambine e adolescenti rom: soggetti iper-visibili eppure inascoltati che più di altri incarnano gli effetti della povertà educativa e urbana.

Avviando un percorso biennale di ricerca, incontro e condivisione laboratoriale con minori rom, la compagnia ha raccolto e rielaborato in chiave drammaturgica fonti d’archivio (registrazioni, video, disegni, diari ecc.) e immaginari “ponte” (cartoni animati, canzoni e videogame), che assembla dal vivo alla ricerca di un punto di vista situato, paritario e creativo sull’infanzia ai margini.

AWARDS

Progetto Finalista
Premio Scenario Infanzia 2018

Progetto Vincitore Premio “Per-formare il sociale”
Festival Presente Futuro 2019

 

Anno di produzione: 2020
Durata: 1h 10′
Tipologia: teatro
Regia, drammaturgia e visual design: Nexus

Con: Laura Garofoli, Nedzad Husovic, Nexus
Supervisione drammaturgica:
Wu Ming 2
Scenografie: Andrea Simonetti
Assistente alla regia: Giulia Francia, Alessandro Giova
Costumi: Flavia Trovarelli
Disegno luci: Valerio Camelin

Progetto sostenuto da residenze artistiche presso:
csoa Spartaco (Roma, 2018/20)
CHAOS, Centro Arti Opificio Siri (Terni, 2019)
Short Theatre/La Pelanda (Roma, 2019)
Teatro India/Festival Contemporaneo Futuro (Roma, 2019-20) 

La scelta di indagare l’infanzia ai margini nasce dalla constatazione che più di ogni altra, l’infanzia di un minore rom che vive in condizioni di povertà all’interno di una baraccopoli progettata e gestita dalle istituzioni sia indelebilmente segnata. La compagnia ha così avviato una ricerca sulle relazioni e i desideri di questa infanzia iper-visibile eppure inascoltata, scoprendo che a segnare questi destini non è una presunta “cultura nomade” bensì il dispositivo del “campo nomadi”, responsabile di un percorso infantile sotto il segno dell’esclusione, della discriminazione e dell’assistenzialismo.

Le fonti d’archivio (registrazioni, video, disegni, appunti) sono tratte dai laboratori di teatro e danza condotti dalla compagnia con minori rom. Facendo leva su immaginari “ponte” come cartoni animati, canzoni e icone pop, interpreti e pubblico condividono lo sviluppo di una storia volutamente “utopica”, alla ricerca di un punto di vista situato, paritario e creativo sull’infanzia marginalizzata.